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Sweeth Tooth

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Come lavoro

Ci sono momenti in cui un genitore si accorge che qualcosa nel percorso del proprio bambino non sta andando come previsto.

A volte è il linguaggio, a volte sono le prime parole che arrivano tardi, una comunicazione che sembra faticosa, una pronuncia che rimane poco comprensibile.

Altre volte le difficoltà emergono a scuola: imparare a leggere o a scrivere sembra più difficile del previsto, i compiti diventano fonte di fatica, la comprensione non è sempre adeguata, oppure il bambino sembra aver bisogno di molto più tempo e di molto più aiuto rispetto ai suoi compagni.

Ci sono poi situazioni in cui non è ancora chiaro quale sia il problema, ma qualcosa non torna. In questi casi può essere utile fermarsi e cercare di capire prima di decidere come intervenire.

Può essere utile rivolgersi a me quando:

  • il linguaggio sembra comparire più lentamente rispetto a quanto ci si aspetta;
  • il bambino fatica a farsi comprendere o a organizzare quello che vuole dire;
  • il suo linguaggio non è ancora chiaro, persistono alterazioni articolatorie;
  • altre difficoltà nella comunicazione resistono e non è chiaro come affrontarle;
  • leggere, scrivere o studiare risultano particolarmente faticosi;
  • i compiti richiedono molto tempo, molta energia o un aiuto continuo;
  • il bambino fatica a comprendere consegne, testi o spiegazioni;
  • a scuola emergono difficoltà che non si riesce a interpretare;
  • il bambino sembra avere buone capacità, ma non sta attento, non riesce a utilizzarle con continuità nell’apprendimento;
  • genitori e insegnanti hanno osservazioni diverse e serve qualcuno che aiuti a mettere insieme i diversi punti di vista;
  • non c’è ancora una domanda precisa, ma c’è una preoccupazione che si desidera comprendere meglio.

Non è necessario arrivare con una diagnosi, si può arrivare anche con una domanda.

Il primo passo è conoscere la storia del bambino.

La valutazione logopedica non consiste soltanto nell’osservare una prestazione o nel confrontarla con una norma. E’ un percorso di conoscenza che parte dal racconto dei genitori, considera lo sviluppo e il contesto del bambino e, quando necessario, prevede anche un incontro diretto con lui.

L’obiettivo è arrivare a una comprensione sufficientemente chiara della situazione per poter scegliere come procedere. A volte la valutazione porta a proporre un percorso logopedico, a volte suggerisce di approfondire un altro aspetto. Altre ancora permette semplicemente di fare chiarezza e di capire che non è necessario intervenire.

La valutazione logopedica si articola generalmente in tre incontri.

  1. Il primo incontro: parlare con i genitori, senza il bambino, può svolgersi in presenza oppure online. Raccolgo le informazioni sulla storia del bambino, sul suo sviluppo, sulle difficoltà osservate e sulle situazioni nelle quali queste emergono. E’ anche il momento per capire insieme quale sia la domanda da cui partire. Non è necessario arrivare con le idee chiare: è proprio questo uno dei motivi per cui esiste il primo incontro.
  2. Il secondo incontro: conoscere il bambino, avviene in presenza e prevede l’incontro diretto con il bambino. Attraverso l’osservazione e le attività più appropriate alla sua età e alle sue caratteristiche, raccolgo gli elementi necessari per comprendere meglio le sue competenze e le eventuali difficoltà. Non cerco soltanto ciò che non funziona, osservo soprattutto ciò che il bambino sa fare, le strategie che utilizza, le sue risorse e le condizioni nelle quali riesce a esprimersi meglio, sia per quanto riguarda il linguaggio che gli apprendimenti scolastici.
  3. Il terzo incontro: restituire e decidere insieme, è dedicato ai genitori, senza il bambino, e può svolgersi in presenza oppure online. Condivido ciò che è emerso dalla valutazione, rispondo alle domande e insieme ragioniamo come procedere. Il percorso può prevedere un affiancamento logopedico, un approfondimento da parte di un altro professionista, oppure alcune indicazioni da mettere in pratica subito e nel lungo termine per poi rincontrarsi.

La valutazione non obbliga a intraprendere un trattamento, serve a orientare.

E se la distanza è un problema?

Il mio lavoro con i genitori può svolgersi anche online. Questo permette di accompagnare le famiglie che vivono lontano da Milano oppure persone che, pur vivendo nelle vicinanze, incontrano difficoltà negli spostamenti.

Quando la valutazione completa in presenza non è possibile o non è la modalità più adatta, possiamo valutare insieme un percorso a distanza. In alcune situazioni la valutazione può essere organizzata attraverso due incontri online con i genitori, integrati, quando utile, dall’analisi di materiali video condivisi dalla famiglia. Non tutte le situazioni però sono adatte a una valutazione di questo tipo: sarà il confronto iniziale a permettere di capire quale modalità sia più appropriata.

E dopo la valutazione?

Il mio lavoro prosegue principalmente con il genitore.

Per me significa fornire conoscenze e strumenti che possano essere utilizzati nella quotidianità. Il mio obiettivo non è sostituirmi alla famiglia, ma aiutarla a comprendere meglio il proprio bambino e ad accompagnarlo con maggiore consapevolezza e autonomia.

Le indicazioni che fornisco di volta in volta richiedono esperienza diretta, non accumulo. Vanno integrate nella quotidianità, lasciate maturare e osservate nel loro effetto sul bambino. E’ questo il motivo per cui programmo gli incontri con i genitori con cadenza mensile o bimensile: la frequenza eccessiva interromperebbe il processo di sedimentazione, mentre la giusta distanza permette alla famiglia di trasformare le indicazioni in un sistema stabile e verificabile.

Altri trattamenti dedicati sia ai bambini che agli adulti: difetti di pronuncia, deglutizione atipica, balbuzie, disfonia, afonia, sforzo vocale.

Nella pagina Prenota un appuntamento puoi scegliere in autonomia uno o più incontri, seguendo le indicazioni presenti nel modulo informativo iniziale.